Un giorno... Forse.

Un giorno avrò dei figli e racconterò loro del "mio tempo". 
Un tempo in cui il "telefono" era solo un telefono.. Non mandava messaggi, non era touch screen. 
Semplicemente stava lì, adagiato su un mobiletto fatto apposta per sorreggerlo. 
Per chiamare qualcuno dal di fuori delle mura di casa esistevano i telefoni a gettoni. 
No, non schede, gettoni - quelli che costavano 200 lire.
Racconterò loro che c'è stato un tempo in cui l'ECU (divenuto EURO solo in seguito) era solo l'utopia irraggiungibile di un'europa unita. 
Gli racconterò che per noi "world wide web" poteva solo significare l'esistenza di un ragno grande quanto la terra 
(anzi... probabilmente erano parole senza senso, visto che la conoscenza dell'inglese era ben poco diffusa). 
Parlerò poi di un periodo in cui i computer non erano diffusi come oggi e si chiamavano solo computer,
non console, non playstation e neppure gameboy.
Sì, già allora si potevano adoperare per giocare, ma ammettere di farlo avrebbe relegato ogni essere umano nella categoria più infima della società. E poi il termine "videogame" per come viene inteso oggi, mal si addice quelle immagini di 16 incomprensibili colori che affollavano
i nostri primitivi schermi ancora dotati di "culo".
Un tempo in cui scambiare 2 chiacchiere con una persona anziana significava parlare con qualcuno che aveva fatto la guerra, 
qualcuno che aveva provato fatica e dolore sulla propria pelle. 
Gli dirò che un tempo "politica" era sinonimo di "ideali" e non di "soldi mal distribuiti" o "potere a beneficio di pochi"...
Racconterò loro queste e tante altre cose.... 
E sono sicuro che quei tempi un po' mi mancheranno...

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