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Tutto inizia così - Ovvero Inizio di qualcosa di strano

… Che quando ti svegli è un sabato mattina, uno come tanti, con la differenza che LEI ti ha detto che non le vengono ed il ritardo comincia a farsi pesante, allora avete deciso di fare il gioco delle barrette rosse. “Va fatto con la prima pipì del mattino” ti ha detto. Quindi siete lì in bagno assieme con gli occhi ancora cisposi a far pipì su un pezzo di plastica (cioè, LEI la fa, TU sei lì a guardarla). Poi l’attesa. MINUTIchesonOREchesonGIORNI. Sei lì, fisso a guardare quelle barrette. Una diventa rossa, l’altra invece indugia, poi pian piano diventa rosellina. Cosa vuol dire? Immagini di dover aspettare, ma lei non vuole saperne, rosa era e rosa rimane. Allora inizi a scartabellare nelle istruzioni, domandandoti perchè non avete speso un po’ di più e portato a casa uno di quei test elettronici che ti spiattellano in faccia la verità in un attimo. Ecco. Trovato: rosa conta come rosso. Come direbbe MaraMaionchi “per mé é sì”. Ed eccoti lì diviso in mille versioni di ...
"«Chi non è nella posizione di giudicare, chiuda quella cazzo di bocca»." - Player One da Ernest Cline.
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Giorni che passano, sempre uguali a se stessi, mentre la catena dei ricordi incespica quando forzi la memoria a ripercorrerla, come ostinarsi a frugare in una scatola di cerini e voler trovare proprio "quello".

La finta-carta

Sempre più spesso, ultimamente, mi faccio avvicinare e sfiorare dalla voglia di uno di quegli e-book reader che iniziano a proliferare come funghi. Da nerd quale sono, ho sempre e comunque tenuto divisi i vari universi che compongono la vita (a parte qualche caso di mondi che si attraggono come cibo-informatica o cinema-fidanzata...) e ho sempre visto come "freddi" questi nuovi libri digitali che, senza che ce ne rendessimo conto, hanno iniziato a proliferare. Ho visto con stupore ben accompagnato da scetticismo il primo reader a e-ink qualche anno fa. Potrà sembrare carta, ma non ha lo stesso odore. E poi vuoi mettere la differenza di feeling tra il tenere in mano un "cosetto" di plastica, anzichè un bel librone? Allora... Perchè già mi immagino a leccarmi le dita e insozzare lo schermo di uno stupido dispositivo, nel tentativo di girare pagina?

Un giorno... Forse.

Un giorno avrò dei figli e racconterò loro del "mio tempo".  Un tempo in cui il "telefono" era solo un telefono..  Non mandava messaggi, non era touch screen.  Semplicemente stava lì, adagiato su un mobiletto fatto apposta per sorreggerlo.  Per chiamare qualcuno dal di fuori delle mura di casa esistevano i telefoni a gettoni.  No, non schede, gettoni - quelli che costavano 200 lire. Racconterò loro che c'è stato un tempo in cui l'ECU (divenuto EURO solo in seguito) era solo l'utopia irraggiungibile di un'europa unita.  Gli racconterò che per noi "world wide web" poteva solo significare l'esistenza di un ragno grande quanto la terra  (anzi... probabilmente erano parole senza senso, visto che la conoscenza dell'inglese era ben poco diffusa).  Parlerò poi di un periodo in cui i computer non erano diffusi come oggi e si chiamavano solo computer, non console, non playstation e neppure gameboy. Sì, già allora si potevano adopera...